I bei legami

balletti e sonate tra Cinquecento e Seicento nelle corti italiane

Dario Castello (sec. XVI – XVII)
Sonata Terza, a due canti e basso

Claudio Monteverdi (1567 – 1643) da Scherzi Musicali, Amadino, Venezia, 1607
I bei legami
Damigella tutta bella

Tarquinio Merula (1595 ca. – 1665)
Canzona detta La Lusignuola, a quattro

Giovanni Giacomo Gastoldi (1555 ca. – 1622) da Balletti a tre voci, Amadino, Venezia, 1594
Il ballerino
Lo spensierato

Giovanni Antonio Pandolfi Mealli (sec. XVII)
Sonata IV op. 4 La Castella, (1660) a canto e basso

Giovanni Giacomo Gastoldi
Lo sdegnato
L’umorista

Lodovico Grossi Da Viadana (1560 ca. – 1627)
Vezzosa pastorella

Marco Uccellini (1603 – 1680)
La Bergamasca, a due canti e basso

Claudio Monteverdi
La pastorella mia spietata e rigida
De la bellezza le dovute lodi

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Baschenis Ensemble – La Spezia


Michele Bertucci, flauti dolci
Donato Sansone, percussioni, flauti dolci, colascione
Sergio Chierici, ogano portativo
Silvio Rosi, chitarra barocca, tiorba e colascione
Don Franco Pagano, violoncello
Marco Montanelli, clavicembalo, colascione, chitarra barocca

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Pueri Cantores della Cattedrale di Sarzana


Francesco Angeletti, Emma Arena, Thea Baldassarri, Orlando Bates, Pietro Bernardini, Chiara Bertagna, Andrea Bertoni, Ilaria Chianca, Maria Chiara Di Benedetto, Eugenia Freggia, Chiara Gardella, Irene Gardella, Emma Giannini, Giulia Giorda, Eloisa Iori, Eugenia Iori, Matilde Leonardi, Giulia Parmigiani, Mattia Stelitano, Elena Zamperini, Rachele Zamperini
Alessandra Montali, direttore

Il repertorio a tre voci rappresenta per la musica tardo-rinascimentale e proto-barocca una parte significativa; fu praticato da moltissimi autori con finalità solitamente ricreative e/o didattiche, ma non è meno interessante dei contrappunti più sontuosi. È un Monteverdi quanto mai soave il compositore degli Scherzi musicali (pubbl. a Venezia da Amadino nel 1607), e la freschezza e la leggerezza delle composizioni contenute nella raccolta rivelano tutta l’originalità e la sapienza del Divino Claudio; gli Scherzi, dedicati a Francesco Gonzaga, utilizzano liriche di G. Chiabrera e sono destinati a privati intrattenimenti da camera. G. G. Gastoldi fu sacerdote e compositore di severa musica sacra e di aulici madrigali, ma passò alla storia per aver dato vita al genere del Balletto, vera musica leggera dell’epoca; la sua raccolta a 5 voci del 1591 fu un best seller in tutta Europa; come la citata raccolta monteverdiana, i Balletti a tre voci del 1594 sono destinati all’ambiente della corte mantovana. La Musica Strumentale comincia ad affrancarsi dalla Musica Vocale nei primi decenni del ‘600; sono anni di vivo fermento artistico ed intellettuale: scopo dell’arte musicale diviene sempre più la rappresentazione degli Affetti e se questo è ovvio per il repertorio vocale la sfida per gli strumentisti del tempo è proprio quella di non far rimpiangere il cantore ma di arrivare a competere con questi in quanto ad espressività e virtuosismo.